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Intervista con Gabriella

 

Gabriella Sannino (managing partner di Level 343) è una dei più noti analisti SEO (Search Engine Optimization – Ottimizzazione per i Motori di Ricerca) in America.  Ci darà una mano a capire meglio i famosi nuovi media.

SEO Hot!!

Ciao Gabriella, siamo contenti di averti con noi ma soprattutto siamo contenti che uno dei più noti esperti SEO americani sia una bella ragazza di origini italiane.

Forse è meglio iniziare spiegando cosa significa essere un esperta SEO come te…

Come esperta non lo sono ma, con il SEO devi sapere come riuscire a posizionare qualsiasi cliente in prima pagina su Google, Bing, e Yahoo. Si tratta di comprendere le modalità di utilizzo delle parole chiave, dell’analisi delle parole chiave, il potere di conversione e implementazione di quei dati. Un esperto SEO deve conoscere tutti i segreti del SEO, il che significa che deve conoscere e comprendere la tecnologia dei motori di ricerca, prestando attenzione a come questi ultimi cambino le proprie strategie di ranking e così via. In breve, essere un esperto SEO significa tenersi al passo con “il mutamento dei tempi” e provare, provare, provare per imparare cosa funziona e cosa non funziona.

Sappiamo che molte aziende non sono ancora presenti su internet con un loro sito spesso perchè pensano che non è un investimento prioritario. Ti chiedo: perchè le aziende dovrebbero aprire un sito?

Odio rispondere a una domanda con un’altra domanda… ma sono costretta a farlo. Se chiedo a te o a qualsiasi azienda qual è ciò a cui punta qualsiasi società, qual è la risposta? Il ROI (utili sugli investimenti), vero? Bene, qui hai la possibilità di avere un’enorme diffusione tra nuovi clienti potenziali e fidelizzare quelli che hai già. Non riesco a immaginare che così tante statistiche di ricerca mentano. Ad esempio, in media una persona trascorre online 35-68 ore alla settimana. Non è più solo la cosa “giusta” da fare: ormai gli affari si fanno online e non c’è modo di evitarlo.

Se queste informazioni non possono allettare abbastanza le aziende affinché attingano al mercato online, allora non so davvero cosa possa farlo. Se solo pensi che, teoricamente, c’è oltre 1 trilione di utenti online e, in media, un aumento del 18% di utenti Internet dal 2008, allora ti fai un’idea del perché sia necessario fare affari online (http://royal.pingdom.com/2010/01/22/internet-2009-in-numbers/).

C’è un mercato enorme che puoi raggiungere 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Nient’altro si è mai avvicinato così tanto a una simile presenza mondiale massiccia.

Perchè un’azienda dovrebbe essere presente anche sui social networks?

Tanto per dirne una, ti rende accessibile. È lì che puoi ottenere la punta massima di traffico, nuovi clienti, mostrare i tuoi nuovi prodotti, porre domande; hai il mondo a portata di mano. Perché mai non dovresti voler usare i social network? Ti forniscono unfeedback, ti consentono di condividere, mettono in mostra la personalità della tua società, trovano nuovi clienti. Espandono il tuo campo d’azione.

Devo aggiungere che in qualità di SEO professionista so anche che la ricerca di Google e il SEO organic hanno grande valore, ma i social media rappresentano la modalità con cui tu, come azienda, puoi collegarti alla tua base di clienti, che include anche i nuovi clienti potenziali. È come trovarsi a un affollatissimo cocktail party. Puoi parlare e incontrare nuove persone per tutto il giorno. La chiave di tutto è come usi i social media. Devi avere una strategia con degli obiettivi, dei benchmark, ecc.

Facciamo un esempio pratico: un’azienda di una città che investe in un sito e si collega ai social networks, che tipo di vantaggi in più può avere rispetto a chi non lo fa?

La sfida per le aziende è bilanciare i vantaggi dei social media con i rischi nei luoghi di lavoro. Pensa a ciò che faceva la gente prima dell’avvento dei social media. Contattavano un potenziale cliente per telefono o perché erano stati presentati da un collega, giusto? Bene, ora tutto ciò si può fare su scala di massa.

Tuttavia, devi conoscere l’equilibrio e quali siano i tuoi obiettivi. Se il tuo obiettivo è fare più affari, allora devi impostare dei benchmark con questi obiettivi. Magari desideri che più persone si registrino alla tua newsletter. Come fai a ottenere ciò? Dove sono i tuoi utenti, cosa puoi fare per fare in modo che si registrino? Il successo è determinato dall’uso di azioni prevedibili, ripetibili e semplici. Non semplicemente da azioni qualsiasi, ma da quelle giuste! Ciò comporta uno studio e vari strumenti, ma come società saresti uno stupido a non attingere a questo mercato.

Quindi le aziende oggi più che mai si devono aggiornare, non possono restare indietro.

Assolutamente no, per loro è vitale abbracciare tutto questo. Tu sai che anche se vivo in America il mio cuore è sempre in Italia, per questo sento di dover dare il mio contributo. Ho deciso infatti di creare un Workshops per l’Italia. Ritornerò spesso nel mio Paese per condividere la mia esperienza, darò tutta me stessa per aiutare lo sviluppo di un educazione SEO per la comunità aziendale italiana, aiutare a fare il passo successivo anche globale. A breve sarò in grado di darvi maggiori dettagli.

Un bel progetto, quindi hai già una visione sugli errori che si commettono più spesso, ti chiedo, qual’è il giusto approccio con i social?

È molto importante avere l’approccio giusto e gli strumenti giusti. Non si tratta di partecipare a tutti i social network e passare ore e ore ogni giorno a parlare con chiunque. Si tratta di strategia, creatività, impegno e, alla fine, di rispetto. Per non parlare del branding… il branding non riguarda solo i messaggi dei prodotti o dimarketing. Riguarda le esperienze della vita reale che la gente fa con il prodotto. Credibilità, Fiducia, Rispetto, Esperienza, Rapporto, Influenza, Connessione, Approvazione, Reputazione, Responsabilità, sono alcuni dei termini che suggerirei di tener presenti quando si prende in considerazione il motivo e le modalità di creare unsocial brand.

Tanti usano i Social, ma cosa significa essere social? Qual’è il giusto approccio con i social?

Maggiore è la credibilità di cui si dispone, più famosi si diventerà. Ma non bisogna perdere di vista la connessione con le persone. Non mi piace la sproporzione deifollower rispetto al following su Twitter. Preferisco dedicare del tempo a sfoltire la lista piuttosto che rischiare di perdere dei commenti o dei post da 140 caratteri ciascuno.

Ho visto che in America i giornalisti, gli scrittori, gli artisti, i politici, gli esperti di comunicazione come te sono spesso aperti ad uno scambio di opinioni o a dare consigli. Noto invece che in Italia soprattutto le persone importanti sono meno comunicative, meno disponibili. Cosa ne pensi di questo modo di fare? Ha senso essere in un social e non essere aperti?

Come italiani, almeno qui in America, siamo considerati gente molto aperta e generosa. Tuttavia in Italia, per lo stesso motivo, è ancora una questione di Ego. Non ti dico quante società ho visto fare “social media” come fosse una competizione. Vogliono vedere da quanta gente riescono a farsi seguire, ma loro non seguono nessuno in cambio. Alcuni trovano la scusa che possono vedere solo una determinata quantità di cose sul loro feed di Twitter o che se seguono troppa gente si perdono informazioni importanti.

Beh, sono qui per dirti che NESSUNO è mai morto o ha perso grandi informazioni seguendo troppe persone. Personalmente, seguo oltre 2500 persone e continuo ad aggiungerne altre alla mia lista ogni giorno. Una volta al giorno ci ritorno sopra e ripulisco la lista. Non mi sfugge alcuna informazione perché uso strumenti come Hootsuite per tenere d’occhio tutti coloro che mi inviano DM o un messaggio direttamente al mio nome utente. Come pensi di poter impegnare e interessare le persone se non le segui? L’ascoltare e l’essere gentili si perdono, nel mondo dell’ego.

Inoltre, sono rimasta stupita di quanta gente ascolti e si raggiunga quando penso che nessuno stia ascoltando. Non ti dico quante volte sono rimasta piacevomene sorpresa del fatto che fossi in grado di raggiungere qualcuno. E’ entusiasmante: punto e basta.

Le redazioni giornalistiche, quindi i giornali, le tv, ecc., che rapporto dovrebbero avere con i social media? Possiamo dire che twitter è molto importante per i giornalisti?

È una domanda insidiosa. Non sono sicura di quanto siano attivi i giornalisti, le riviste o la TV in Italia, ma posso dirti che qui negli Stati Uniti, ogni stazione TV – locale o nazionale – ha una qualche presenza sui social network. I tuoi concorrenti non possono essere sempre ovunque e comunque, e tu hai la possibilità di colmare i vuoti. Essereonline più spesso dei tuoi concorrenti, postare di più e postare informazioni più utili sul tuo blog, includere diversi media nel tuo profilo online, rendere la tua pagina un’esperienza e non un riflesso del tuo sito web!

In effetti, non una delle stazioni pubblicitarie o locali trascura il proprio account Twitter o link di Facebook, e mettono dei post per farli vedere ai propri utenti. Per quanto riguarda quanto sia importante per i giornalisti, beh, oddio: qui hanno un’opportunità non solo di ottenere le ultime notizie prima che qualsiasi nuovo medium ottenga una storia dell’ultim’ora, ma possono ottenere anche una reazione. Twitter, secondo me, è il sogno dei giornalisti, se usato correttamente.

Twitter rappresenta una sorta di rivoluzione della comunicazione? In che modo sta diventando indispensabile?

Comunicare in tempo reale in 140 caratteri con milioni di persone in tutto il mondo è rivoluzionario. Viviamo un periodo straordinario. Io stessa faccio affari in tutto il mondo. Ho allacciato dei rapporti magnifici, sia a livello di lavoro sia personale. Per quanto indispensabile, Twitter è una delle piattaforme di social media – Microbloggingpiù nota e usata, al punto che i clienti si aspettano che un’azienda abbia un account su Twitter; se non altro, come strumento di assistenza clienti.

Oggi i giovani sono sempre più presenti sui Social: interagiscono, giocano. Ma, concretamente, usare i social media può aiutare un giovane nei suoi progetti e nel lavoro? Come?

  • Ti rende accessibile.
  • Mette in vetrina la personalità della tua società.
  • Trova nuovi clienti.
  • Espande il tuo raggio d’azione.
  • Fornisce un pubblico di prova.
  • Rivela i suoi interessi.
  • Ti fornisce un feedback.
  • Ti rivela i loro gusti.
  • Ti consente di condividere.

Parliamo un po’ di te, quali sono i tuoi progetti futuri?

Avere il controllo del mondo una persona alla volta… In realtà, abbiamo qualche progetto in corso. Uno è portare in Italia le competenze che abbiamo acquisito nella Silicon Valley, educare la comunità aziendale italiana e aiutarla a fare il passo successivo, anche globale. In questo collaboro con un altro italiano che vive negli Stati Uniti (Massimo Paolini), possiamo dire che condividiamo una visione, un progetto, e l’amore per il nostro paese.

Non si tratta di aprire una nuova azienda, ma di tornare alle nostre radici. Nel nostro lavoro, possiamo farlo ovunque nel mondo e lo facciamo, ma si tratta di apportare informazioni preziose a coloro che non sono informati. Personalmente, credo che mi piacerebbe vivere in Italia a tempo pieno. Tutta la mia famiglia è lì ed è ora di tornare a casa. Vogliamo promuovere l’analitica avanzata, insieme con qualche campagna SEO DIY (Do It Yourself – fai da te) per persone appassionate del proprio successo che usano il SEO insieme con i social media.

Chiudo dicendo che si tratta di portare entusiasmo e in definitiva partecipazione sulle infinite possibilità di ricerca, del social e dell’analitica alla terra d’origine.

Grazie Gabriella per il tempo che mi hai concesso, sono sicuro che le tue parole risulteranno utili a tantissime persone.

Grazie a te e un saluto alla mia amata Italia!

Igor La Camera

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