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Seo e social media: costruire un sito nell’era 2.0

by Mariangela Lecci on March 2, 2011

Seo e Social mediaMolti mi chiedono di costruire il loro sito e quando prospetto il lavoro con l’articolazione dell’era 2.0 rimangono sbigottiti. Credono infatti che avere un url nel web sia sufficiente per essere visibili e immediatamente rintracciabili.

Sfatiamo una volta e per sempre questo mito: non ti basta avere un sito, bisogna che dietro ci sia un lavoro di indagine e strategia, altrimenti il tuo sito sarà uno dei tanti che esistono nel web. Così come ci vuole tempo per portare un sito in pole-position e occorre sapere per quale gara si sta gareggiando. Perché la concorrenza che potresti ritrovarti è così accanita da poterne uscire inesorabilmente sconfitto.

Cosa significa quindi costruire un sito internet nel 2011?

Occorrono diverse competenze e molta intelligenza; la tecnica da sola potrebbe non bastare più. Anche perché la sfida non è più solo grafica come ai tempi in cui impazzava Flash. Oggi tutti ambiscono a essere presenti e vincenti su internet, ma ancora pochi sanno che chi vince è chi ha operato una precisa strategia Seo: ha indagato, analizzato, studiato il proprio ambiente; ha chiarezza sul modo di presentarsi, offre dei contenuti veramente di qualità e si pone sul mercato come colui in grado di fare la differenza. Last, but not least, è umanamente percepibile: è una persona, non un’entità. È capace di costruire relazioni, è disponibile al dialogo, alla condivisione, alla distribuzione di contenuti edificanti. Ha quindi tutto un sistema di riferimento social in grado di rendere evidente il suo know-how e generare verso di lui fiducia e attenzione.

Ecco perché un tecnico programmatore non può più bastare: che farai se la tua grafica è bella, ma non trasmette i tuoi valori? E se il tuo sito è costruito bene, ma l’utente non è stimolato a ricorrere a te e ai tuoi servizi? O se non sei in grado di convertire le visite in rendimento economico?

Non spaventarti se stai pensando di non sapertela proprio cavare su questi argomenti. La gestione di un sito di successo non è una cosa tanto ovvia. Questo, tra parentesi, è uno dei motivi per cui molti professionisti del settore provengono sempre più spesso da formazioni umanistiche: chi è abituato a ragionare su lingue antiche, testi di filosofia, psicologia ha assunto negli anni una forma mentis più facilmente modellabile in funzione delle esigenze dell’utente finale, del visitatore, del cliente. Ma sia chiaro che questa non è una formula matematica; è piuttosto una buona predisposizione.

Riguardo al marketing del nostro tempo peraltro, si ragiona sempre più in termini di creatività e orientamento alle relazioni. I social networks sono nati con questo proposito: avvicinare le persone. E, se sempre più aziende credono in questi strumenti per l’incremento del proprio business, il motivo sta esclusivamente in questo: abbiamo bisogno di stabilire relazioni e il vecchio impianto di internet non lo permetteva affatto. Perché affermo questo? Esclusivamente perché un sito senza l’interazione con i social networks è un sito che si scava la tomba da solo!

Le nuove menti del web sono gli utenti che vogliono imparare, esperire, scoprire. I tecnici inarrivabili e dai mille segreti stanno per essere soppiantati del tutto, perché la forza della rete è la condivisione di conoscenze. Un buon modo per imparare, poi, è andare a scuola da chi ha già esperienza di web 2.0. Ho molta fiducia nella formazione, credo nel face to face per apprendere. Le specializzazioni non sono più appannaggio di pochi guru inarrivabili. I workshop italiani sono stati pensati proprio così: strumenti e condivisione dal vivo, all’opera subito, toccando con mano cosa significa web 2.0.

Anche io all’inizio pensavo che tutto fosse complicato e per pochi eletti che magari ne sapevano di ingegneria informatica o astrofisica. Oggi so che lavorare nel web è questione di mente aperta e perspicacia, oltre che di creatività. Ad imparare la tecnica, poi, siam bravi tutti, soprattutto se abbiamo bravi insegnanti.

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Paolo March 2, 2011 at 4:23 pm

Molto, molto, molto bello questo articolo! =) Lo apprezzo in modo particolare perché anch’io sono un “umanista prestato al web marketing”. Con mente aperta, vloglia di imparare e tanta buona volontà nulla è impossibile! Ciao!

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Mariangela Lecci March 3, 2011 at 3:31 pm

Grazie, Paolo! Lavorare nel web è fonte di grandi soddisfazioni per me, soprattutto quando leggo commenti come questo! Ti invito a prendere in seria considerazione i workshop estivi che saranno una manna dal cielo per persone che hanno voglia di imparare ad autogestire il proprio brand in rete. Un caro saluto!

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